Editoriale  20 marzo ’09

 

                                

                                  Miti e leggende dell’off road

 

C’era una volta…..tanti anni fa…..un manipolo di giovanotti con la passione per la MTB.

In un caldo giorno di fine estate , mentre affrontavo una impervia salita sotto il sole cocente ,mi apparve l’arcangelo Gabriele che mi disse di fondare un club per diffondere la disciplina della mtb e per incontrare nuove anime con la stessa passione.  Arrivato in cima alla salita raccontai quello che mi era accaduto ai miei compagni che rimasero “scossi” dalla notizia ma accettarono con entusiasmo di accompagnarmi in questa missione.

Dopo qualche mese , grazie all’aiuto del Centro sociale Rosta Nuova e di Cicli Corradini , nasceva OFF ROAD REGGIO MTB .

Stefano Chiriatti , persona seria e distinta , fù  scelto per fare il presidente e credo fosse la persona più indicata  per svolgere questo ruolo .  Io ero il vicepresidente , Guido Bonilauri (sì  sempre lui ) il tesoriere , Vezzani Roberto e Giorgio Montone i consiglieri.    

Stefano fù anche il primo tra noi a  “montare” una bici biammortizzata .  Allora le sospensioni non erano molto efficaci e soprattutto la pedalata risultava essere molto molleggiata al punto che Donato gli affibbio il nomignolo di “Celentano”

Donato (detto Calibro) fù uno dei primi soci; Proveniente dalla bici da strada era un maniaco della tecnica applicata alla bicicletta. Era solito pedalarti al fianco o alle spalle e trovava tutti i difetti di bici e biker , un simpatico rompipalle ! Aveva anche una dote particolare : l’onnipresenza .  Si narra infatti che , un sabato pomeriggio alla stessa ora , sia stato visto in diversi negozi della provincia intento a misurare telai e componenti.

Il primo raggio di sole ; ovvero la prima donna che abbiamo visto pedalare è stata l’Angela . L’unico difetto che aveva,e che ha ancora, è l'essere la moglie di Roberto.  In quel periodo la famiglia Vezzani era importante all’interno del gruppo: oltre a Roberto e Angela pedalavano anche il figlio Alessio e il fratello di Robby , Marco.   Quando la famiglia era al completo a diverse persone (compreso il sottoscritto) sorgeva il dubbio : cercare di tenere il passo dei tre uomini , che andavano come dei treni , con il rischio di spolmonarsi  oppure pedalare più dolcemente in compagnia di una bella ragazza ?

Altre fanciulle che ci hanno seguito nelle nostre prime uscite sono : Lorena , Francesca e Federica . Lorena fù subito battezzata “ wonder woman” per le sue notevoli prestazioni (in bici )  ma le sue presenze sono sempre state saltuarie . Chi invece non mancava mai era la Francesca nonostante che , la prima uscita , l’ho bagnata per bene passandole al fianco in una pozza per vedere la sue reazioni . Nonostante lo scherzo da bambino scemo ( in quel periodo lo facevo spesso ) ha mostrato carattere e ha continuato a uscire con il gruppo andando sempre più forte.  Mauro (detto bucina) non ha ancora dimenticato la frase “ scusa Mauro mi fai passare” pronunciata dalla “francy” durante una ripida salita.  

Federica invece come biker non valeva  molto però aveva un grande entusiasmo e apprezzava soprattutto i percorsi per la bellezza dei luoghi attraversati . Vedeva cose che tanti , presi dalla smania di pedalare non notavano. Una bella persona , un animo sensibile , romantica (come il sottoscritto) .

Tra quelli che sono sempre andati forte bisogna ricordare Riccardo . Per anni ci siamo chiesti come facesse ; considerato che  il lavoro  non gli lascia molto tempo per allenarsi.  Il mistero è stato poi risolto grazie alla soffiata di un vicino di casa insospettito da strani cigolii notturni .

La leggenda dice che Ricky durante la notte scenda in cantina e pedali sulla cyclette così intensamente da produrre energia elettrica per tutto il quartiere .

Racconti e personaggi mitici ce ne sono tanti altri : l’innominabile , il muto ………ma per questo numero può bastare .  Sono stanco , mi è venuta la “mansola” (in dialetto rende di più)

Anche perché quello stupido di computer che sto usando dopo un’ora di lavoro mi chiede: vuoi salvare?  Io a domanda stupida ho risposto: no, sono stato qui a pigiare per allenare i polpastrelli !  è bastato un secondo per schiacciare no , poi c’è voluta un’altra ora……….

Di personaggi mitici ce ne sono diversi anche adesso ,  forse di loro scriverò in un prossimo editoriale che magari arriverà per celebrare il 20° compleanno !

Per ora mi piacerebbe organizzare una cena  per celebrare i 10 anni di off-road … e per riunire tutti i biker di ieri e di oggi . 

Concludo annunciando che finalmente abbiamo scelto il modello sul quale faremo la tuta sociale. Ci sono voluti tre mesi per trovare un “capo “ che mettesse d’accordo non tutti ma perlomeno la maggioranza (ringrazio Maurizio per il tempo dedicato alla ricerca) e un altro mese per trovare la frase da scrivere sul retro .  La frase non ve la svelo per non creare ulteriore casino e per incuriosirvi un po’ !

 

 Il presidente :  IORI CLAUDIO                                                                                                                                     HOME PAGE