Editoriale luglio 2010
IL BIVIO
Da Francesco Toschi
Inviato 17 giugno 2010
Feedback per organizzatori off road/ transappenninica 2010
Cari organizzatori della transappenninica 2010 , vi scrivo dalla poi non così perfida Albione per due ragioni. In primo luogo per complimentarmi con voi per la buona riuscita dell’evento ; sono sicuro di non essere l’unico ad avere veramente apprezzato ogni momento dell’iniziativa. Dalla scelta e varietà dei percorsi , all’atmosfera generale del gruppo , al costo ragionevole , alla qualità e varietà degli alloggi etc , veramente un programma di 3 giorni invidiabile e che sicuramente ha richiesto molto impegno. Insomma , in conclusione , per favore continuate così .
In secondo luogo vi scrivo per darvi quello che gli inglesi chiamerebbero “constructive feedback “ o critiche costruttive , che , se prese in considerazione , spero possano aiutarvi a migliorare ancora di più l’organizzazione di un evento già di buon livello . Bando alle ciance , due suggerimenti pratici .
1° : cosa fare con i partecipanti lenti . è evidente che ce ne sono sempre e che fin dalle prime salite ( e discese ) riuscite a riconoscerli . Secondo me , dovreste applicare più frequentemente quello che avete fatto la mattina del terzo giorno ; cioè far partire prima i lenti dopo le pause principali . Questo per evitare : - lunghe attese da parte di chi è più veloce e poi deve fermarsi ad aspettare. – l’alienazione inevitabile di chi fa la “scopa” . – una maggiore frammentazione del gruppo , perché se chi è lento parte nello stesso momento e magari da ultimo , il ritardo sui tratti in salita ( o in discesa in alcuni casi ) diventa ancor più significativo. –un numero eccessivo di compattamenti . Non credo che per chi va veloce sia un grosso problema non poter partire per primo o trovarsi a superare i più lenti in alcuni punti del percorso.
2° : è già il secondo anno che vedo la stessa cosa : ai ristori durante il giorno , tutti ! Chi organizza le cibarie si limita a metterle a disposizione del gruppo , con l’inevitabile risultato che non c’è nessuna disciplina per cui chi arriva prima mangia tutto o quasi , mentre chi arriva per ultimo poco o niente , cioè si arrangia . Questo semplicemente non è giusto , primo perché paghiamo tutti la stessa quota e secondo perché non succede sporadicamente ma abbastanza spesso . Vi faccio notare questo punto perché anche se l’Italia è notoriamente il paese dei “furbi” e dopo le abbondanti salite si ha sempre una fame da lupi , il rimedio c’è ed è semplice . Infatti , chi serve da mangiare , o chi per lui ha due possibilità : O fa lui le porzioni per tutti o almeno raziona un po’ le cibarie , tenendone un po’ da parte per servirle un po’ più tardi. Per esempio: gli ultimi dieci del gruppo o della fila. Invece anche quest’anno nonostante si facesse la fila , non c’era nessun criterio , chi arrivava ultimo mangiava ciò che era rimasto .
Mi fermo qui per non diventare noioso ; spero mi rispondiate o almeno prendiate in considerazione quanto sopra e ancora grazie per l’organizzazione .
King regards , Frank
Da Paola Cattini
Inviato il 19 Giugno 2010
Commento alla Transappenninica
Non so se lo sai ma a me non piace molto scrivere , ma siccome mi hai chiesto un commento cercherò di scriverti due righe. Per questa transappenninica non posso dire altro che “grazie, grazie agli organizzatori”. Il percorso è stato di una bellezza unica e ha regalato dei bellissimi scorci del nostro Appennino. Non so come abbiate potuto trovare certi sentieri visto che erano ben nascosti. Bellissime e divertenti anche le discese e che dire dei ristori ? Meglio di così non poteva andare !! Perciò ringrazio ancora tutti quelli che hanno collaborato a far si che si potesse fare questa super transappenninica . Naturalmente un ringraziamento grande grande anche alla cuoca e agli autisti. Devo dire che anche il tempo questa volta è stato clemente nonostante non ci abbia fatto gustare per bene il passo del Colombino e il lago Scaffaiolo . Unico neo è stata la mancanza di aggregazione del gruppo ma questo non dipende dall’organizzazione ma solo dal buon senso delle persone .
Ciao , Catta
Vi ho trascritto per intero i commenti alla Transappenninica di Frank e della Paola , interessanti per i loro contenuti . Frank si lamenta a ragione della gestione dei ristori . Personalmente anche io non ho trovato molta scelta per riempire il piatto e lo stomaco . Essendo un tipo tranquillo che non ama fare la fila mi sono sempre servito per ultimo e devo dire che non è stata una buona idea ! Quindi approvo il tuo suggerimento di razionare le cibarie . Comunque si è sbagliato anche nella quantità della spesa ; un salame di scorta il prossimo viaggio me lo porterò nello zainetto!
Il problema della differenza tra chi va forte e chi va piano non è di facile soluzione. I più veloci devono portare pazienza visto che non si tratta di una competizione . Mi sarebbe piaciuto fare due o tre gruppi ma per realizzare ciò occorrono persone che conoscano bene il percorso e anche in questa edizione c’erano solo due guide affidabili .
La Paola invece ha rimarcato una mancanza di aggregazione del gruppo . Condivido anche questa considerazione e credo che questo sia stata la cosa peggiore del viaggio. Con un gruppo così numeroso (40 persone) e con tanti personaggi nuovi era scontato che non si sia creata quell’armonia che ricordiamo maggiore nelle precedenti edizioni. Inoltre i due gruppi esterni + numerosi hanno fatto un po’ “gruppo” a parte . Era prevedibile e per questo motivo mi ero anche opposto alle loro iscrizioni ma come Presidente conto poco o forse non ho più voglia di lottare per le mie idee.
Ora , rivedendo le foto vedo alcune persone che non so chi siano e come si chiamano . Ok , io sono un orso però se anche una persona amabile e socievole come Paola ha notato poca aggregazione allora il problema esiste ed è serio .
Oltre a questi commenti sono arrivati anche tanti complimenti, poi tra i nuovi partecipanti c’è chi non si aspettava tanto fuoristrada , chi si è trovato tecnicamente in difficoltà .. chi vorrebbe l’arrivo al mare …… Ma il commento più strano me lo ha fatto Carlo che ha trovato questa edizione un po’ “insipida”. Inalberato ho chiesto spiegazioni al buon Carlo e lui si è spiegato dicendo che questa edizione gli ha lasciato pochi ricordi e poche emozioni .
Personalmente ho tanti ricordi di questo viaggio, abbiamo pedalato sotto un sole cocente , sotto l’acqua e in mezzo alle nuvole, abbiamo affrontato lunghe salite e ripide discese in un percorso molto vario. Abbiamo lambito tre cascate , alcuni borghi fuori dal mondo , il tracciato sulla vecchia ferrovia…… Mi ricordo benissimo il passaggio a Spignana (tra forature e inghippi vari abbiamo perso un’ora) E i borlenghi di Pavullo ? insomma ho tanti bei ricordi e un po’ di rancore per non essere arrivato in piazza a Pistoia e per il cattivo tempo trovato nel punto forse più bello del percorso.
Probabilmente arrivati alla sesta edizione non c’è più l’entusiasmo iniziale ; inoltre qualcuno dà per scontato tante cose : c’è chi si iscrive e poi trova di meglio da fare e si ritira sapendo che tanto avrà indietro la caparra , chi arriva in ritardo , chi si fa portare i bagagli in stazione ….. Siamo diventati un gruppetto di organizzatori che portano la gente in giro ! Questo non è il mio obbiettivo ; la transappenninica è nata come un viaggio di amici appassionati di mtb che , per tre giorni si mettevano alla prova attraversando l’Appennino con la dovuta calma e aiutandosi a vicenda . Un viaggio lento , lontano dai ritmi frenetici di oggi , per meglio apprezzare i luoghi e l’ambiente attraversati . Concludendo , - organizzazione e + “gruppo” ( dovremmo sentirci tutti organizzatori )
Chiedo scusa a tutti , in particolare a Frank che durante la cena finale voleva il discorso da parte del sottoscritto. Purtroppo non ero in “vena” di fare discorsi, non ho voluto sfogarmi subito per non esagerare con le parole. Ora ringrazio quasi tutti i partecipanti e in particolare chi si è dato da fare per la realizzazione di questo evento : Davide e Raffaele sono quelli che hanno tribolato di più , la terza tappa è merito loro . Guido è stato il solito segretario preciso e paziente e poi ha continuato la sua missione facendo l’autista insieme a Marco anche lui molto disponibile. Grazie anche a Roberto per le riprese video e altro , alla Paola per il profetico disegno della maglietta e alla moglie di Raffaele per il ristoro (forse la roba era troppo buona e questo non ci ha aiutato )
Ora siamo a un bivio , non quello dove abbiamo perso Stefanone (c’è ancore chi non si ferma ai bivi) . Davide e Raffaele non vogliono più far parte dell’organizzazione e con Guido “sul badile”
Sono rimasto solo a credere in questi viaggi . Chi vuole darmi una mano si faccia avanti , io sono convinto che il bello deve ancora venire !
Il presidente : Iori Claudio
| EDITORIALE MAGGIO 2010 | ARCHIVIO EDITORIALI | HOME PAGE |