04/01/09   DAI C'VIN SIRA!!! (DISCESA DI M. DURO CON LA NEVE)

 

Doveva essere semplicemente un innocuo anellino con discesa finale dal M. Duro ed effettivamente i km percorsi non sono stati da Guiness dei primati. No di certo, 15 km non sono da Guiness.

L'idea di fare un giro sulla neve è di Robby, quella di farla a M. Duro è mia. Carlo ci raggiunge direttamente al Bocco, un po' perplesso sul giro proposto. A Raffa invece, reduce da un paio di ciaspolate, sembra naturale provare un M. Duro con la neve.

Iniziamo riscaldandoci sul Monte Vaglio, tanto di tempo ne abbiamo a volontà, ci si vede fino alle dieci di sera...

La salita va bene finché è su asfalto, poi iniziano le difficoltà: si inizia a spingere (Foto 1), si provano varie carrarecce e tracce di caprioli nel fitto bosco (Foto 2, 3, 4, 5 e 6) in salita nella neve. Carlo realizza all'improvviso del perché il gruppo si chiami Off Road.

Scendiamo in pochi secondi (la salita ci era costata quasi un'ora) e decidiamo di affrontare la salitella di M. Duro su asfalto.

 

1. Quelli che la salita la fanno in sella...

2. Carlo in difficoltà (2 ruote+neve = no bike?)

3. Coraggio Robby...
     
     

4. Eccoci...

5. arriva anche Raffa... 6. Operazioni di salvataggio
     

7. Carlo sulla neve

8. Davide 9. Discesa da M. Duro
     

10. Carlo (2 ruote+neve = MTB, of course!!!)

11. Davide 12. Raffa
     

13. Raffa

14. un disperso... 15. Non è poi così tardi...
     

Si tratta di una salitella che si fa rispettare, anche quando sei fresco. L'ultimo strappo, dopo Case Schiavino, è innevato ed è veramente faticoso. Si imbocca il sentiero alle 16.15 e la discesa è inebriante (Foto 9,10, 11, 12, 13). Robby però è in vena di varianti, tanto di tempo ce n'è, ci si vede fino alle dieci di sera... beh, perché mai non dovremmo seguirlo, Lui che è il Re delle Varianti di M. Duro?

La variante dapprima è molto bella ma ad un certo punto vengo richiamato per una seconda variante: tanto di tempo ce n'è, ci si vede fino alle dieci di sera... Questa volta però il single-track diventa un canalone molto infossato, dove non capisci se sei tu a guidare la MTB o se è lei a decidere per te. Cominciamo ad aver coscienza di essere dove non dovremmo essere. Vediamo il sentiero CAI 622 e lo imbocchiamo, fiduciosi che ci avrebbe ricondotti alla retta via. La cosa bella di M. Duro è che di sentieri CAI ce n'è una dozzina almeno, mai in realtà sono numerati tutti con lo stesso numero: la cosa aiuta molto, caso mai ti dovessi perdere nel bosco.

Il S622 è a mezza costa, spesso la neve ci costringe a scendere dalle bici; ad un certo punto procede in salita e, bici in spalla, si risale. Incrociamo un sentiero, contrassegnato col bollo blu, in discesa: lo imbocchiamo fiduciosi. La discesa è molto bella (Foto 14), ma sta imbrunendo e non vedi tutto quello che sarebbe bene vedere su di un percorso alquanto tecnico. Tutto sommato, comunque, procediamo spediti.

Arriviamo alla statale, risaliamo poche centinaia di metri per tornare alle auto. Ormai è buio, sarà il fuso orario, ma non sono le dieci di sera!

Alla prossima !!!

     

Davide

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