Si tratta di una
salitella che si fa rispettare, anche quando sei fresco. L'ultimo strappo, dopo
Case Schiavino, è innevato ed è veramente faticoso. Si imbocca il sentiero
alle 16.15 e la discesa è inebriante (Foto 9,10, 11, 12, 13). Robby però è
in vena di varianti, tanto di tempo ce n'è, ci si vede fino alle dieci di
sera... beh, perché mai non dovremmo seguirlo, Lui che è il Re delle Varianti
di M. Duro?
La variante dapprima è molto bella ma ad un certo punto vengo richiamato per
una seconda variante: tanto di tempo ce n'è, ci si vede fino alle dieci di
sera... Questa volta però il single-track diventa un canalone molto
infossato, dove non capisci se sei tu a guidare la MTB o se è lei a decidere
per te. Cominciamo ad aver coscienza di essere dove non dovremmo essere.
Vediamo il sentiero CAI 622 e lo imbocchiamo, fiduciosi che ci avrebbe
ricondotti alla retta via. La cosa bella di M. Duro è che di sentieri CAI ce
n'è una dozzina almeno, mai in realtà sono numerati tutti con lo stesso
numero: la cosa aiuta molto, caso mai ti dovessi perdere nel bosco.
Il S622 è a mezza costa, spesso la neve ci
costringe a scendere dalle bici; ad un certo punto procede in salita e, bici
in spalla, si risale. Incrociamo un sentiero, contrassegnato col bollo blu,
in discesa: lo imbocchiamo fiduciosi. La discesa è molto bella (Foto
14), ma sta imbrunendo e non vedi tutto quello che sarebbe bene vedere su di
un percorso alquanto tecnico. Tutto sommato, comunque, procediamo spediti.
Arriviamo alla statale, risaliamo poche
centinaia di metri per tornare alle auto. Ormai è buio, sarà il fuso orario,
ma non sono le dieci di sera!
Alla prossima !!!