DOMENICA 09/12/07 – ACQUA CHIARA  LODOLA

 

 

 

 

Carlo alle prese con un impegnativo salto.

 

Impresa di due impavidi scalatori (per tacer del cane)

 

 

 

Fa freschino, siamo sulla soglia dello zero termico, ma non c'è ghiaccio. Le previsioni del tempo sono pessime, ma tanto c'è sempre qualcuno che non è molto razionale di domenica mattina e che, non sapendo bene come ci è arrivato, si trova all'orario canonico nel posto canonico per due pedalate in compagnia.

 

Si parte cercando di fare un po' d'asfalto, per non sporcare le bici, s'intende, e non dover poi doverle poi lavare, asciugare e lubrificare al rientro. Robby non ha questi problemi, gli basta cambiare la bici ogni volta che esce, poi le lava tutte in serie: ecco perchè almeno una volta al mese non si fa vedere!

 

Quando è piovuto già un po' nei giorni precedenti e il cielo minaccia di brutto e non si ha proprio la minima voglia di infangarsi, qual è il miglior sentiero da imboccare? Naturalmente quello con un terreno non argilloso, direi sabbioso, meglio ancora ghiaioso. Naturale. Il problema è che Robby ha alzato lo sguardo proprio sul letto di un torrente, l'Acqua Chiara, per la precisione: zero argilla, sassi ben sistemati...cosa desiderare di meglio? Basta uno sguardo e tutti, forse un po' perplessi (raro momento di lucidità), lo seguiamo.

 

Il letto dell'Acqua Chiara sembra fatto proprio per le nostre MTB: dieci pedalate e un tronco, tre e una pozza che ti sfida, due e facciamo amicizia coi rovi. Capiamo che qui è troppo bello e che non è giusto abusare di questo piccolo Paradiso terrestre e ci sentiamo in dovere di uscirne. Generalmente quando imbocchi un torrente sai dove entri ma non sai dove esci, ma questa volta, tra zig-zag su terreni paludosi dal dolce profumo, recinzioni e cori canini vari ci troviamo su Via della Francesca dove, essendo il giorno della maratona di Reggio, tutti corrono a piedi.

 

Saliamo da Montericco a Giareto, dove comincia a piovere. Carlo, che da sempre si contraddistingue dal suo inguaribile ottimismo meteorologico, pensando alla sua giacca a vento deliberatamente lasciata  piegata in un casseto del comò di casa sotto ai suoi guanti invernali, prova a consolarsi burlandosisi di Claudio (e del suo kw ipertecnologico) e di Davide (e del suo vecchio kw da 3000£).

 

Si decide dunque di ripiegare scendendo lungo il Lodola e di rientrare.