23/12/08   D'MEI AVEIR AVU C'AVEIR D'AVEIR (CIASPOLATA A LAMA LITE)

 

Spesso abbiamo parlato della possibilità di effettuare escursioni a piedi, durante la stagione invernale, in Alto Appennino. Quest'anno abbiamo quindi deciso di passare dalle parole ai fatti con una mitica ciaspolata di fine anno!

E' vero che, in condizioni ottimali (il che capita alquanto raramente), è bellissimo girare in MTB sulla neve (ve lo posso garantire!!!), ma è altrettanto vero che in salita devi spingere (spinge anche chi si può permettere il lusso delle ruote chiodate) e che in discesa non sempre le cose vanno meglio.

Si mette a calendario un M. Marmagna per il 23 Dicembre, ma occorre poi rinviare al 29 causa improvvisi impegni di lavoro per alcuni di noi. Le previsioni meteo per il 29 però non sono delle migliori, così si decide, nell'ottica del vecchio adagio "d'mèi aveir avu c'aveir d'aveir", di fare una ridotta pre-ciaspolata a Lama Lite per il 23.

Appena partiamo (alle 9.30 del mattino) ci accorgiamo subito che la neve è molto compatta e consistente, e rimpiangiamo le nostre MTB lasciate ad oziare a casa. Fino alla Segheria proseguiamo senza ciaspole e, a dire il vero, lo avremmo potuto fare fino a Lama Lite, ma siamo smaniosi di indossarle e lo facciamo senza scrupoli.

 

Beppe sul ponte di legno

Inizia la salita

Guido supera il tornantino...
     
     

La giornata è tersa, le montagne sono innevate abbondantemente, la temperatura ci permette di girare con solo una magliettina leggera oltre alla ormai classica canotta a rete. A Lama Lite si mangia, con una visuale a 360° favolosa.

 

Un po' di neve...

  Dune di neve scolpite dal vento
     

Purtroppo dobbiamo scendere, è ormai l'una, ed inforchiamo di nuovo la forestale, meglio: siamo sul crinalino di una duna di neve a fianco della forestale, a qualche metro (di neve) al di sopra di essa. Per rompere la monotonia tagliamo qualche tornante, ma poi ci accorgiamo di averne tagliato uno di troppo, e nel recuperare la forestale promettiamo solennemente di non abbandonarla più.

Io, le ciaspole non le tolgo!

Tanta neve

 
     

Alla sbarra però  "l'innocuo" 631 ci induce in tentazione ed abbandoniamo la strada. Il sentiero si rivela assai divertente; il versante è esposto al sole, la neve è "patocca" e si sprofonda, le ciaspole non sono più un inutile lusso ma una necessità (nemmeno con gli sci si sarebbe potuto percorrere questo sentiero). Tutto sommato si procede abbastanza velocemente e ci ricongiungiamo al 605 a Case del Dolo, per poi arrivare alla macchina poco prima delle 16.

Il ritorno in auto vede una meritata sosta al bar, verso le 16.20, giusto i tempo per poterci godere il terremoto delle 16.25!

Alla prossima !!!

     

Davide

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